TOURISTCOOPNEWS 2007

NOTIZIARIO E RACCONTI DI VIAGGIO  - N. 1 del 1 gennaio 2001

Touristcoopnews 2000 desidera diventare un punto di incontro tra la nostra Agenzia Viaggi e i viaggiatori che desiderano essere informati della nostra programmazione 2006.Un particolare saluto e ringraziamento va ai nostri affezionati clienti che ci hanno aiutato a crescere e spinto a dare sempre qualcosa di più. Ci auguriamo di continuare a meritare la vostra fiducia e accrescere lo scambio di informazioni che reputiamo punto fondamentale per migliorare i nostri programmi.
Notiziario perché desideriamo informarVi in tempo utile di tutte le iniziative che sono in cantiere e per fornirVi i pro-grammi dettagliati dei nostri viagggi
Racconti di viaggio: in questa rubrica si descriveranno viaggi ed esperienze fatte, a tutti Voi si chiede un contribu- to di informazioni fornendoci i Vs diari o i racconti dei Vs viaggio che saranno pubblicati.

Nata nel 1932, la "ROUTE 66" nel 1985 è stata dichiarata "dismessa" o meglio "non più autorizzata" secondo quanto stabilito dalla legge. Rappresentava il primo tentativo americano di creare una strada moderna che attraversava diversi centri abitati e commerciali, simbolo più eloquente della "open road", di quello che, ancora oggi, il turista che si sposta in auto desidera trovare. Perso il suo status di strada nazionale, la maggior parte delle sue 2.272 miglia sono oggi dismesse o addirittura non esistono più.
La buona notizia è che alcuni tratti di quella strada, che simboleggiava un tempo il non plusultra dei juke-box e dei flippers d’America, vengono oggi restaurati da comunità locali.

I fanatici degli anni ’50 e ’60 possono trovare ancora un’alternativa nostalgica alle autostrade interstatali n. 55, 40, 44 che collegano Chicago a Los Angeles. Dagli anni ’20 fino a 14 anni fa, la "US 66" è stata una delle più importanti strade americane di collegamento fra l’est e l’ovest immortalata nella famosa canzone di Boby Troup "Get your kicks on route 66" e dai lunghi serial televisivi.
La ROUTE 66 costituiva la "Main street" di tante città e cittadine e collegava Chicago, sui grandi laghi, alla spiaggia di Santa Monica sull’Oceano Pacifico.
Durante gli anni ’30, stipate nelle Ford modello T che avevano sostituito i carri coperti di 90 anni fa, centinaia di famiglie si spostarono verso ovest per fuggire alla grande depressione e cercare fortuna in California e la "ROUTE 66" altro non fu per loro che la moderna "Pista dell’Oregon" dei pionieri.
Più tardi, negli anni ’40 e ’50, prima dell’avvento dei viaggi organizzati e dei voli charter, le famiglie andavano in vacanza in macchina. Decapottabili rosa e Harley Davidson percorrevano la ROUTE 66 dai fantastici scenari desertici verso i nuovi luoghi di villeggiatura del sud-ovest americano.
Lungo la strada, stazioni di servizio, ristorantini familiari (i così detti "Mom and Pop"), i Dinner (specie di caffè un tempo a forma di vagone) ed altre attrattive davano un colore tutto particolare alla ROUTE 66. Per i viaggiatori degli anni ’40, ’50, ’60 era la Main Street d’America.
Negli anni ’70 si cominciarono a costruire tangenziali e a progettare strade alternative. Nel giro di breve tempo, a seguito dell’aumento del numero di autostrade interstatali, in particolare con l’apertura della I-40, i viaggiatori che percorrevano le grandi distanze abbandonarono la ROUTE 66 per le nuove autostrade a multicorsie
.
Ma la ROUTE 66 sopravvive nelle opere di John Steinbeck, nelle canzoni di Boby Troup, nelle ritrasmissioni di famosi serial televisivi e, cosa più importante, nel cuore e nella mente delle comunità che sorgono lungo questa strada queste comunità oggi desiderano restaurare l’America di un tempo per i loro figli e per i visitatori che provengono da tutte le parti del paese e del mondo. Uno dei tratti più lunghi restaurati della ROUTE 66 originaria, oggi meta preferita dei turisti, è quello delle 42 miglia delle "Black mountains" vicino a Flagstaff in Arizona. I proprietari dei locali, dinner e motels originari che sorgono nei dintorni di Flagstaff si sono riuniti per ricreare l’atmosfera e la storia di quella che un tempo era nota come "National Old Trail Road" su cui era cresciuta l’automobile. Il locale forse più noto è il "MUSEUM CLUB" sull’arteria principale di Flagstaff, la ROUTE 66. Deve il suo nome al fatto che originariamente ospitava una raccolta di animali imbalsamati e oggetti indiani che attiravano frotte di turisti di passaggio, ma divenne famoso quando, alla fine del proibizionismo, fu trasformato nell’attuale locale di musica country. Negli anni ’60 e ’70 alcuni cantanti dai nomi celebri fra cui Willie Nelson, Waylon Jennings e Barbara Mandrell si erano esibiti in questo locale, durante la scalata al successo. Oggi il MUSEUM CLUB ospita il "ROUTE 66 CAR CLUB" e una ricca collezione di oggetti della ROUTE 66, alcuni dei quali sono in vendita. Lungo tutta la strada che parte da Chicago, automobilisti, camperisti e motociclisti troveranno sempre un motel con tutte le comodità o campeggi provvisti di tutti i comforts. (PROSEGUE NEL PROSSIMO NUMERO)

 


Home Page

AGENZIA VIAGGI TOURISTCOOP
VIA ALBERICA 15 - 54100 MASSA
TELEFONO: 0585 488545 - FAX : 0585 46235

E-mail: info@touristcoop.it